Ricerca di Ontologia Trinitaria a Tolosa (9 settembre 2026)
Il Gruppo francofono di ontologia trinitaria prosegue il proprio cammino di ricerca, in collaborazione con l’Associazione Trialogo.
Il Gruppo francofono di ontologia trinitaria prosegue il proprio cammino di ricerca, in collaborazione con l’Associazione Trialogo nell’ambito della Chaire d’enseignement et de recherche “Philosophie du Christianisme” della Faculté de Philosophie e dell’UR CERES dell’Institut Catholique de Toulouse, e del PSR “Trinité : ressources, fécondité et présence d’un thème chrétien”.
Dopo l’incontro del giugno 2026, il Gruppo si è riunito nuovamente, in presenza e online, il 9 settembre, proseguendo un lavoro che assume il mistero trinitario come luogo teorico a partire dal quale ripensare alcune delle grandi categorie che attraversano la storia della filosofia e della teologia: tempo, pensiero, relazione, linguaggio, immagine, dono, unità e pluralità. La giornata ha assunto un significato particolare nel corso del cinquantesimo anniversario delle Tesi per un’ontologia trinitaria di Klaus Hemmerle. A mezzo secolo dalla loro pubblicazione, le Tesi conservano intatta la capacità di sollecitare il pensiero e di aprire nuove direzioni di ricerca: la sessione è stata così dedicata alla discussione di questo testo fondamentale e di altri scritti che ne accompagnano e approfondiscono l’orizzonte teorico.
Martina Frongillo ha aperto i lavori con Entre visible et invisible. La Trinité comme paradigme de l’image, interrogando la struttura relazionale dell’immagine a partire dal rapporto tra il Padre invisibile e il Figlio visibile e dal ruolo dello Spirito come luce nella quale tale rapporto diviene riconoscibile. Cyril Dunaj, in Penser à partir de l’unité chez Klaus Hemmerle, ha mostrato come la vita pensata a partire dall’unità apra il passaggio dalla soggettività individuale alla dimensione comunitaria del «noi». Con La question de la pensée chez Klaus Hemmerle, Raul Buffo ha approfondito il rapporto tra pensiero e sacro in Hemmerle nel confronto con l’eredità heideggeriana. Emanuele Iezzoni, in L’intellectus unitatis et les défis de l’anthropologie contemporaine selon Klaus Hemmerle, ha messo in luce le implicazioni antropologiche di un pensiero capace di oltrepassare l’isolamento dell’«Ich denke». Ha chiuso la sessione Andrea Bellantone con Temps et langage comme témoignages du pluralisme originaire, riprendendo la nozione hemmerliana di «Mehrursprünglichkeit»: l’origine, ha mostrato, può essere pensata a partire da una pluralità capace di lasciare emergere la specificità irriducibile di ciascun termine.
L’incontro di settembre segna una nuova tappa di un percorso tutt’altro che concluso: il Gruppo tornerà a riunirsi nell’ottobre 2026 e nel giugno 2027, proseguendo il confronto con l’opera di Hemmerle e aprendolo ad altre figure della filosofia e della teologia contemporanee. Parallelamente continua il lavoro di traduzione dei testi di Klaus Hemmerle e di autori a lui vicini come Bernhard Welte, insieme alla preparazione della pubblicazione dei contributi maturati nel corso delle diverse sessioni del Seminario.
Incontro dopo incontro prende così forma uno spazio francofono di ricerca condivisa, nel quale l’ontologia trinitaria torna a interrogare la relazione, la pluralità, la soggettività e il rapporto con l’altro. Un luogo di confronto nel quale filosofia e teologia possono misurarsi ancora una volta con la domanda sull’essere, assumendo la comunione stessa come forma capace di orientarne il pensiero.




